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Storie e Leggende sul territorio

Su Boi, S’Omadori, Su Fui Janna Morti: le Maschere di Escalaplano

Su Boi, S’Omadori, Su Fui Janna Morti – Le Maschere di Escalaplano
La Maschera escalaplanese si compone di tre figure principali:

Su Boi indossa sul capo una testa di bue con grandi corna, sulla schiena una pelle bovina e sul petto un grosso campanaccio (Sonallu), sorretto da una larga cinghia di cuoio (Oturada); il viso è annerito con la fuliggine del sughero; porta abiti neri, calzari in pelle e un grosso corno che viene fatto risuonare per simulare il muggito. Is bois sono legati con una fune in pelle (Sa soga) e tenuti da un domatore (Omadori).

S’Omadori è una sorta di guaritore (Bruxiu). Indossa vecchi sacchi in orbace (Su saccu e coberri) o un capotto in orbace dotato di capuccio (gabbanu a cuguddu); in mano tiene un bastone con laccio in pelle (Su fuettu o istrumbulu) con il quale punzecchia o frusta i bois. S’Omadori si caratterizza per la particolare maschera, “ Sa faciola “, fatta con l’osso del bacino del bue. Nella tradizione sarda più arcaica tale maschera era indossata da chi era ritenuto in grado di comunicare con l’aldilà (l’osso simboleggia rigenerazione a nuova vita). Si narra di alcuni uomini che durante la notte si trasformavano in buoi e, muggendo, si accostavano alla casa delle persone che in quella notte dovevano morire, per poi riprendere le sembianze umane all’alba. Ancora vive ad Escalaplano la credenza che il verso del bue la notte annunci la morte di qualcuno.
Durante il Carnevale, al risuonare del corno, “Su Boi” si esibisce in corse sfrenate per le vie del paese per incutere timore alle persone che trova sul proprio cammino. “Su Omadori” lo trattiene con “sa soga” (la fune), lo tira e lo punge con “su strumbulu” (bastone appuntito), colpendolo con “su fuettu” (il frustino). Il bue viene infine portato all’interno di un cerchio e costretto a rotolarsi per terra (rito terapeutico detto “S’Imbruxiadura “ o ”Imbrutidu“) dopo di che riacquista simbolicamente le sembianze umane, togliendosi il copricapo.

Su Fui Janna Morti
Esce la sera del 31 Luglio, alla vigilia di una delle feste della luna, pare per augurare buoni raccolti e buoni frutti a campi e vigne che l’indomani vengono propiziate ” a sa muda e con is brebus”. La maschera indossa un lenzuolo bianco (pantumas), trascina lunghe catene e pietre focaie e grida le seguenti frasi propiziatorie, tenendo in mano un mucchio di terra:
FUI FUI JANNA MORTI
FORAS DE CUSTA CORTI
FORAS DE CUSTU LOGU
CA D’AT PUNTU SU FOGU.