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Rubrica Soci

Costruire una coscienza del luogo (Tommaso | Armungia)

Tommaso e la sua compagna Barbara lavorano con grande dedizione e determinazione su diverse di iniziative legate alla promozione del Territorio e alla valorizzazione del suo patrimonio più autentico.

L’obiettivo è contribuire a costruire una “coscienza dei luoghi” che porti al rafforzamento del senso di Comunità e dello spirito di appartenenza, affinchè saperi tradizionali, agrobiodiversità, patrimonio immateriale, ambiente, turismo “lento” possano configurarsi come microsettori produttivi in grado di generare reddito e rivitalizzare il contesto locale in maniera attiva, consapevole e sostenibile.

Per affrontare tali tematiche da vicino, in prima persona, tempo fa Tommaso e Barbara hanno deciso di cambiare vita, lasciare la città e tornare nel piccolo paese di Armungia, nel Gerrei, nella casa di famiglia appartenuta ad Emilio Lussu.

Tommaso e Barbara hanno scelto di restare e dare un contributo diretto allo sviluppo del paese e alla conservazione della sua memoria storica, in modo da contrastare attivamente l’abbandono dei luoghi e la perdita degli antichi e preziosi saperi.

Vi raccontiamo una breve sintesi della loro storia, invitandovi comunque a leggere la versione integrale del testo che hanno condiviso con noi. Ci descrivono, in particolare, il tema della tessitura.


Armungia è un paese a grave rischio di spopolamento, dove nascono pochi bambini e i giovani vanno via.

Tommaso e Barbara hanno cercato concretamente di invertire la tendenza, di mostrare che dalla città si può tornare al paese e che qui si può creare lavoro. “Casa Lussu” di Armungia è oggi una casa-laboratorio, un’Associazione culturale e un Bed & Breakfast. Un luogo multifunzionale in cui si sperimenta la produzione tessile anche in relazione ad attività integrate come workshop e giornate studio.

Tommaso e Barbara si sono infatti “reinventati” tessitori salvaguardando il sapere pratico di Giovanna Serri, nonna di Barbara e tessitrice esperta. Presso il laboratorio di Casa Lussu di Armungia si continua a realizzare la tessitura in maniera tradizionale: l’ordito viene realizzato manualmente ed è stata conservata la tecnica tradizionale denominata “a priali”. Parallelamente ad uno studio etnografico per il recupero dei motivi più antichi, il laboratorio inserisce elementi di contemporaneità per quanto riguarda lo sviluppo delle geometrie e il senso di design. Si tratta quindi di “innestare” un’innovazione sulla tradizione, valorizzando l’intera filiera della tessitura (tintura naturale dei filati, coltivazione di piante tintorie).

Il prodotto non è solo il “manufatto tessile” ma la “tessitura”, con tutte le discipline che si integrano ad essa: etnografia, storia, antropologia culturale, design, arte, ma anche architettura e bioedilizia.

Leggi il testo integrale

Abbiamo chiesto a Tommaso e Barbara quale sia la loro opinione riguardo le Reti, argomento molto importante per il nostro GAL. Riportiamo un breve estratto delle loro considerazioni:


“Una rete ha senso quando condivide materialmente e fisicamente alcune cose. Una rete per condividere visioni o progetti teorici non serve. Il confronto o anche il semplice scambio di ‘buone pratiche’ è utile, ma non sufficiente per costruire rete.


Alcuni ritengono che sia più utile parlare di ‘alleanze’. Siamo abbastanza d’accordo, anche se probabilmente in questo momento sarebbe sufficiente parlare di condivisione. Innanzitutto di criticità, dubbi, domande e problemi.


Per quanto riguarda il nostro lavoro abbiamo acquisito il termine di ‘comunità di pratica’, che è più informale ma che sperimentiamo quasi quotidianamente con altri tessitori italiani e non.
I concetti di ‘comunità di eredità’ e ‘comunità di pratica’ provengono dalla Convenzione europea di Faro, che il GAL dovrebbe fare propria”


Per approfondimenti: