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Guamaggiore

ma è la stessa cosa?

Dove si trova

Guamaggiore è un comune di 988 abitanti, disposto sulle colline della Trexenta nei pressi dei monti Saturno e San Giovanni. 

Il territorio di Guamaggiore vanta una produzione eccellente di farine di grano duro, da cui si ricavano paste fresche artigianali. Tra i prodotti tipici, anche le fave, protagoniste di pietanze locali. La tradizione gastronomica si esprime in preparazione particolare di lumache, coniglio a su chittu e dolci (amarettus, gateau e pardulas).

Cosa vedere a Guamaggiore

Ben 25 nuraghi attestano la rpesenza di insediamenti fin dall’età del bronzo, su tutto il territorio del paese. Le pietre nuragiche furono riutilizzate per la costruzione di antichi edifici di culto cristiani. 

La Chiesa di Santa Maria Maddalena

Di particolare interesse è la chiesetta di santa Maria Maddalena, medioevale, realizzata a partire dal 1219 sulle rovine (e con i materiali) del nuraghe che si trovava sul colle a sud-ovest dell’abitato, un tempo fulcro, oggi ingresso, del paese. All’interno presenta una navata unica con una copertura lignea a capriate. Il portivcato e il campanile so presentano a vela caratterizzano l’esterno. 

La chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di Di fronte al piazzale antistante la chiesa, che ospita a fine luglio le celebrazioni in onore della santa, si erge la chiesa di san Pietro apostolo, santuario romanico costruito a fine XIII secolo in cima a una scalinata. 

La struttura rettangolare ha navata unica con tre nicchie nel presbiterio. La copertura è in tegole sopra un tavolato in legno. In un’imponente acquasantiera del 1675 è scolpito il viso di un puto. 

Nel frontale si apre un portale con arco a sesto acuto sormontato da un campanile a vela. Successivamente l’abitato si sviluppò attorno alla nuova parrocchiale di san Sebastiano martire, costruita nel secondo XVII secolo. La scelta del luogo di fondazione è legata a un epidemia di peste.

Gli abitanti superstiti di Gueymajori, stanziati vicino a San Pietro, la edificarono come voto al martire. Divenne il ‘nuovo’ centro del paese, attorno a cui oggi sorgono belle case rurali in ladiri (mattoni di argilla). 

Di pianta rettangolare, la parrocchiale è arricchita nel presbiterio e nelle cinque cappelle laterali da marmi policromi e statue lignee. Molti arredi di pregio sono ascrivibili al primo impianto, come il lavabo della sagrestia (1678). Nel coro si conserva un antico organo a canne. 

Alla facciata si addossa una torre campanaria a pianta quadrata. In onore del santo ogni anno si celebrano due feste: il 20 gennaio, con accensione del falò, e a inizio maggio, con una caratteristica sagra, is carrus a monti.

Come arrivare

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