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Buone pratiche per lo sviluppo locale

Una raccolta di progetti di grande interesse per le politiche di sviluppo rurale.

Il Biodistretto

Sviluppo ecosostenibile e progettualità partecipativa

Il Biodistretto è un’area in cui le pubbliche amministrazioni, i cittadini, le associazioni e gli operatori dei vari settori definiscono un modello condiviso per la gestione delle risorse locali e stipulano un accordo per promuovere e supportare, attraverso il coinvolgimento diretto della comunità territoriale, forme di produzione e consumo sostenibili.

L’obiettivo è favorire rapporti più equi nella filiera attraverso relazioni dirette tra produttori e consumatori, grazie a modelli distributivi alternativi quali la filiera corta; i gruppi di acquisto solidale; gli acquisti verdi per mense scolastiche, ospedali e altri servizi pubblici.

I Biodistretti contribuiscono a rendere meno burocratico, più efficace ed inclusivo il sistema di controllo e certificazione del biologico grazie alla Certificazione di Gruppo e ai sistemi partecipativi di garanzia che si basano su forum pubblici in cui agricoltori, operatori turistici, amministratori, la popolazione e tutti i soggetti attivi a livello locale si confrontano con pari dignità e potere decisionale.

Temi cardine

  • Mix Farming – connessione tra allevamento animale, produzione vegetale e nuove frontiere della sostenibilità (energia, acqua, biodiversità, qualità della vita e del lavoro) attraverso forme di cooperazione territoriale tra piccole aziende agricole;
  • Accesso alla terra – inclusione dei giovani, rivitalizzazione di aree demaniali e terre incolte, dignità e redditività del lavoro agricolo;
  • Sovranità alimentare delle comunità locali – sensibilizzazione sull’esercizio del diritto di decidere autonomamente cosa e come produrre;
  • Semplificazione del sistema di controllo e certificazione del biologico – alta concentrazione di aziende biologiche, coinvolgimento della comunità locale sul sistema di garanzia di corretta applicazione del metodo di produzione da parte dell’operatore agricolo;
  • Rete – corrispondenza tra idee generali ed esperienze concrete; capacità di organizzare una rete che tiene insieme cittadini, produttori, soggetti economici pubblici e privati, centri di ricerca e università, sindaci, istituzioni regionali e nazionali.

L’ Associazione Italiana Agricoltura Biologica ha promosso la costituzione di Biodistretti in diverse regioni italiane. Il primo Biodistretto nazionale, formalmente riconosciuto dal 2009, si trova nel Cilento. Tra i più recenti segnaliamo il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, nel Lazio, formalmente e ufficialmente riconosciuto pochi mesi fa con Legge regionale.

Per approfondimenti
https://biodistretto.net/bio-distretto-cilento/
https://biodistrettoamerina.com/

La scuola nel bosco

La Foresta di Monte Arrubiu come aula all’aria aperta

Il Progetto la “Scuola nel Bosco”, promosso dall’Agenzia Regionale Forestas, nasce dall’idea di offrire ai bambini nuove occasioni per trascorrere parte del tempo scolastico immersi nella Natura.
L’obiettivo è sperimentare le potenzialità educative offerte da un rapporto libero e spontaneo con il bosco. Radici, terra, bastoni, acqua, foglie diventano strumenti per stimolare creatività e manualità, per conoscere sviluppando fantasia e inventiva.

Finalità generali:

  • favorire il benessere fisico e psichico dei bambini attraverso attività all’aperto;
  • combattere obesità e il disordine da deficit di attenzione e iperattività;
  • migliorare i processi di apprendimento e l’efficacia dell’azione educativa, attraverso l’esperienza legata al luogo;
  • riscoprire il valore delle relazioni interpersonali attraverso la condivisione di giochi, avventure ed attività non strutturate, sicure, all’aria aperta;
  • suscitare curiosità e interesse con modalità educative da integrare a quella convenzionale (contatto diretto con la natura, libertà di movimento, sperimentazione di abilità fisiche, esperienze multisensoriali, gioco libero);
  • stimolare tra genitori, insegnanti, educatori e amministratori un dibattito sul tema dell’infanzia e del rapporto che lega i bambini più piccoli alla natura;
  • proporre a genitori e insegnanti un modello alternativo e innovativo di scuola dell’infanzia;
  • promuovere stili di vita più sostenibili ed eco-compatibili.

Annualmente Forestas stabilisce quali progetti supportare in relazione alle richieste degli Istituti Scolastici e alle proprie disponibilità logistiche.
La Foresta di Monte Arrubiu è una Scuola nel Bosco da sei anni grazie alla collaborazione tra l’Agenzia Forestas, l’Istituto Comprensivo ed il Comune di Dolianova.

Per approfondimenti è possibile consultare il sito Sardegna Foreste
http://www.sardegnaforeste.it/notizia/scuola-nel-bosco-anno-scolastico-2019-2020?fbclid=IwAR3hCYqnXhe5LoM8P0XKcdSaASh-6AGa6KPniq_D9wr_1sZ065yuTy1m_eY

In questo mondo (docufilm)

Docufilm di Anna Kauber sulle donne pastore in Italia

Anna Kauber è una professionista poliedrica: architetto esperta in paesaggio agrario, regista, scrittrice ma soprattutto studiosa appassionata del mondo rurale. 

Nel 2015, seguendo il filone delle sue ricerche sulle specificità di genere, decide di approfondire il tema delle donne nella pastorizia, un settore storicamente maschile e di impronta patriarcale. Intraprende un viaggio in solitaria per conoscere ed intervistare donne pastore di differente età e provenienza, raccogliendo circa 100 storie diverse tra le varie regioni d’Italia.

Scopre una realtà tanto interessante quanto poco conosciuta e la racconta con cura in un bellissimo documentario che ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti a livello nazionale e che dal 2019 viene proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il Paese.

Il docufilm parla del ruolo della donna, dell’intraprendenza nel gestire gli animali e della sensibilità nel rapportarsi con loro, racconta storie di chi ha scelto di restare e di chi ha cambiato vita per dedicarsi con coraggio e determinazione alla pastorizia, descrive persone e luoghi, affronta i problemi legati alla progressiva scomparsa della biodiversità, la crisi della lana, le difficoltà e i sacrifici ma anche i paesaggi silenziosi, la dignità e il valore di un mestiere così importante per la cultura dei luoghi.

Il Bosco del Tempo

Colorno (Parma – Emilia Romagna)

Nel paese di Colorno, in provincia di Parma, un’area dismessa è stata messa a disposizione dal Comune e trasformata in un bosco urbano concepito come spazio di rigenerazione per l’ambiente e la comunità.

Il Progetto, finanziato inizialmente attraverso una piattaforma di crowdfunding e poi tramite donazioni da tutta Italia e partnership con istituzioni e privati, ha portato alla messa a dimora di 75 antiche varietà di alberi da frutto dimenticati e 42 essenze boschive locali. I bambini e i ragazzi delle scuole primarie di Colorno e Parma sono stati attivamente coinvolti nella piantumazione.

Sono state poi realizzate pergole per ombreggiare alcune aree destinate al riposo, al gioco e alle varie forme di socialità dei fruitori del Bosco in modo da creare spazi conviviali accoglienti e adatti ad ospitare attività diverse.

Il Bosco è aperto a tutti, i frutti degli alberi possono essere colti e mangiati liberamente dai cittadini e sono distribuiti gratuitamente nelle mense scolastiche nell’ambito di progetti di educazione alimentare.

Il Bosco del Tempo è uno spazio libero e multifunzionale dove i temi legati alla sostenibilità ambientale, alla tutela della biodiversità e al recupero delle colture del passato vengono associati ad iniziative ludiche e ricreative.

Il Bosco è stato inaugurato ad Aprile 2019 e ad Ottobre ha ottenuto il Premio “La città per il verde – 2019”, ambizioso riconoscimento per la valorizzazione di progetti e buone prassi legate al verde urbano a livello nazionale.

Informazioni ed approfondimenti al link
https://boscodeltempo.it/

Piano del Cibo

Castel del Giudice (Isernia – Molise)

Castel del Giudice – un piccolo borgo di 300 abitanti al confine tra l’Alto Molise e l’Abruzzo – ha elaborato il proprio Piano del Cibo, uno strumento per contribuire a valorizzare la qualità del sistema agroalimentare evitando gli sprechi e promuovendo la capacità di innovazione e il rispetto dell’ambiente

Obiettivi del Piano del Cibo:

1. Promuovere le specificità legate al cibo, in un’ottica di marketing territoriale;
2. Creare un modello economico vivace intorno al sistema alimentare, garantendo un reddito adeguato a tutti gli attori della filiera e favorendo la crescita delle realtà esistenti e lo sviluppo di nuove;
3. Promuovere diete bilanciate e basate sul consumo di cibo sano e nutriente;
4. Ridurre gli sprechi alimentari lungo tutte le fasi della filiera;
5. Riconoscere il valore della sostenibilità del cibo;
6. Sviluppare le forme di filiera corta e la diversificazione aziendale in un’ottica di connessione fra ambiti rurali e urbani (anche esterni ai confini amministrativi del Comune);
7. Promuovere una gestione sostenibile delle risorse naturali e degli ecosistemi;
8. Impostare un modello di governance condiviso dalla comunità.

Il progetto prevede una serie di azioni strategiche trasversali ed il monitoraggio delle attività per valutare in che modo il sistema alimentare locale contribuisce allo sviluppo sostenibile del territorio.

Informazioni e approfondimenti al link
https://comunivirtuosi.org/wp-content/uploads/2019/03/PianoDelCibo_CastelDelGiudice-MARZO-2019.pdf?fbclid=IwAR1VzokSft_GnnOPKI5iVTgZyauu980oEPTpOtY4OaoV8mzObOLWT2JcGhY