imagealt
Rubrica Soci

Agricoltura e allevamento come radici primarie (Stefania | Suelli)

Stefania lavora nell’Azienda di famiglia – “La Curatoria Boi” di Suelli, socia del nostro GAL – e ci ha parlato del valore dell’agricoltura e dell’allevamento, settori necessari la cui importanza è emersa con maggiore forza durante la crisi legata all’emergenza Covid-19.


Stefania svolge il suo lavoro con grande passione, l’attività in azienda è sempre stata per lei molto gradevole e l’entusiasmo per la sua attività traspare chiaramente dalle sue parole. Ci spiega che si è sentita molto fortunata anche durante la fase più critica di isolamento dovuto alle misure preventive che il Governo ha messo in atto per fronteggiare l’emergenza sanitaria: il lavoro a contatto con il paesaggio e con gli animali è stato di grande conforto e le ha consentito di non risentire del disagio subìto invece da tutte le persone che si sono trovate nell’impossibilità di trascorrere del tempo all’aria aperta.

Ci racconta che l’azienda agricola è stata creata oltre 30 anni fa da suo padre. Nel tempo è cresciuta ampliando estensione, tipologie di animali allevati, numero di coltivazioni trattate con metodo biologico. La Curatoria si è poi strutturata per svolgere anche attività di tipo ricettivo, ma l’agricoltura e l’allevamento sono rimasti la vocazione prevalente. Oggi è una realtà multifunzionale in cui lavora tutta la famiglia.
Stefania ci spiega che l’agriturismo e le iniziative legate all’accoglienza hanno consentito a La Curatoria di crescere e svilupparsi, ma la scelta di diversificare senza dimenticare l’essenza primaria dell’azienda consente oggi di affrontare la crisi: i prodotti primari soddisfano il fabbisogno della famiglia e le eccedenze continuano a trovare collocazione sul mercato; le attività ricettive invece hanno subìto il contraccolpo più forte e Stefania argomenta con rammarico che l’indeterminatezza della situazione in atto non consente di definire il riavvio stabile delle attività.

Tra gli aspetti più stimolanti del proprio lavoro indica il rapporto diretto e confidenziale con i clienti e con orgoglio ci racconta che vederli tornare è per lei la migliore gratificazione!

Ci parla dell’importanza delle relazioni, dei contatti e della fiducia, riferendosi sia a coloro che acquistano i prodotti dell’azienda sia agli ospiti delle attività ricettive.

Riguardo le produzioni alimentari segnala che le normative sono spesso eccessivamente macchinose: cita le procedure legate al biologico e più in generale alle certificazioni e argomenta che talvolta la burocrazia tende a complicare la semplicità dei metodi operativi tradizionali e delle prassi consolidate da tempi lontani, in grado di garantire la qualità e il gusto autentico degli alimenti che contraddistinguono la cultura culinaria dei nostri luoghi.

Stefania argomenta infine che il Territorio potrebbe attrarre un maggior numero di visitatori provenienti da altri luoghi se valorizzasse in maniera integrata le proprie potenzialità ambientali, culturali, gastronomiche.