Trexenta

La zona della Trexenta è un susseguirsi di verdi e rigogliose campagne dove frutteti si alternano a vigne, oliveti, campi cerealicoli. Le sue felici condizioni climatiche, favorite anche dall’abbondanza d’acqua, hanno sempre determinato una ricca produzione locale di vino, olio e grano, tuttora rinomata.

 

Proprio al suo paesaggio fertile si deve l’articolata stratificazione storica degli insediamenti umani, che affondano le radici fin dall’epoca preistorica, per proseguire nel periodo punico quando divenne un importante granaio. A questo proposito merita una visita il Museo del Grano di Ortacesus, che documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano.

Fra le aree di interesse archeologico nel territorio della Trexenta si segnala il santuario nuragico di Santa Vittoria, centro di culto di rilevanza regionale, capace di attrarre anche da lontano le popolazioni della Sardegna dell’Età del Bronzo.

Nel periodo medioevale distretto del Giudicato di Cagliari, la Trexenta ha vissuto in prima linea capitoli significativi della cultura artistica in Sardegna: così, nella cattedrale romanica di San Pietro a Suelli è possibile ammirare l’importante Retablo di San Pietro eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel XVI secolo; Senorbì, città interessata da insediamenti nuragici, diede i natali a Giuseppe Antonio Lonis, il più importante esponente della scultura lignea nell’Isola; Guasila, con la chiesa di Santa Maria Assunta di Gaetano Cima, propone uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica nell’Isola.

  • Gesico

    Gesico (Trexenta)

    Piccolo centro della Trexenta, territorio della Sardegna sud orientale, Gesico è un piccolo paese a vocazione agropastorale alle pendici del monte San Mauro. Il toponimo ha una probabile radice prelatina. Nell'epoca preistorica venne interessato dalla costruzione del villaggio nuragico di San Sebastiano; il paese venne frequentato anche dai Romani che costruirono una villa padronale nell'area oggi occupata dalla chiesa di Santa Maria d'Itria. Nel Medioevo il paese apparteneva alla curatoria di Siùrgus o Seùrgus, nel Giudicato di Calari.

    Di sicuro interesse le sue architetture ecclesiastiche, comprendenti santuari che hanno qualificato Gesico come "paese delle sette chiese". La chiesa romanica di Sant'Amatore, risalente al XII secolo, ospita al suo interno un sarcofago marmoreo di età romana ed una teca in argento contenente le reliquie del Santo; presenta facciata con coronamento a salienti e campanile a vela. Merita una visita la chiesa di Santa Maria d'Itria, risalente al periodo romanico-pisano (XIII secolo), nei cui fianchi, facciata ed abside corre una teoria di archetti pensili. In stile gotico-catalano è invece la chiesa parrocchiale di Santa Giusta, costruita nella metà del XVI secolo e contenente altari barocchi in marmo policromo ed un crocifisso ligneo del XVI secolo.

    Non mancano insediamenti nuragici, come il nuraghe di Sitziddiri e i complessi nuragici di San Sebastiano e Accasa; nel monte San Mauro sono state rinvenute migliaia di frecce e silice di età preistorica. Antico e moderno convivono felicemente in questo paese, le cui abitazioni sono vivacizzate dai colorati murales realizzati dai maggiori artisti della Sardegna.

    Il paese vanta, inoltre, delle manifestazioni tradizionali molto caratteristiche, come le festa di Santa Giusta e Sant'Isidoro, che si svolge nei giorni compresi fra il 13, 14 e 15 giugno. Nel mese di settembre, il 10, l'11 e il 12, si compie la vivace festa di San Mauro, in occasione della quale si alternano riti religiosi a momenti ludici e di intrattenimento collettivo. La manifestazione prevede una processione nella chiesa di San Mauro, ubicata sul monte omonimo, dove oltre alla messa si organizza un pranzo sulle note di musica tradizionale e lo sfondo coreografico di danze antiche. Nella terza domenica di ottobre, in onore di Sant'Amatore, si compie il trasporto della teca contenente le reliquie del martire dalla parrocchiale di Santa Giusta alla chiesa del Santo.

    A parte le manifestazioni religiose, Gesico offre un seducente evento gastronomico con la Sagra della Lumaca, che prevede distribuzione di saporiti piatti a base di lumaca. Non è un caso, infatti, se Gesico fa parte del club delle "Dodici città delle lumache italiane" che ne dimostra l'importanza in ambito nazionale.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Guamaggiore

    Guamaggiore (Trexenta)

    Guamaggiore sorge nelle distese colline della Trexenta alle falde del Monte Saturno e San Giovanni. La presenza su questo territorio dell'uomo risale all'epoca nuragica, così come documentato dalla presenza dei 25 nuraghi rinvenuti nella zona.

    La denominazione del paese risale all'antichità e trae origine, molto probabilmente, dalla locuzione latina Goy Major, mentre nella parlata locale è conosciuto col nome di "Gomaiori". La tipologia edilizia tradizionale, diffusa in tutto il centro urbano, ha conservato le caratteristiche architettoniche della Trexenta.

    Il visitatore che arriva a Guamaggiore sarà affascinato da una visita nel suo centro storico ricco di testimonianze architettoniche agricole tipiche dei paesi della Trexenta. Di notevole bellezza architettonica risulta la chiesa di San Pietro al centro del paese, di cui si consiglia la visita.

    Il paese va fiero di aver dato i natali al commediografo Efisio Vincenzo Melis autore di note e divertenti commedie in lingua sarda trexentese quali Ziu Paddori, Su Bandidori ed altre, dalle quali diverse compagnie teatrali hanno tratto allegre quanto interessanti rappresentazioni.

    Si consiglia la partecipazione alla sagra de "Is carrus a monti", a fine aprile o primi di maggio. Anticamente per l'occasione una nutrita delegazione della cittadinanza si recava in corteo, su carri trainati da buoi (is tracas), addobbati a festa, nelle vicine colline della Trexenta dove tra divertimenti, canti dialettali (muttetus) e danze popolari, si tagliavano i tronchi che sarebbero poi serviti per il grande falò che si accendeva al centro del paese.

    La tradizione enogastronomica del paese prevede i seguenti piatti tipici: sitzigorrus a schiscionera (lumache con olio, prezzemolo e pane grattugiato), is suppas, fave lesse con cotica di maiale, conillu a succhittu, gateau, pardulas e amarettus.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Guasila

    Guasila (Trexenta)

    Il comune di Guasila appartiene al territorio della Trexenta. Le origini del toponimo sono incerte. La presenza umana nel territorio di Guasila è documentata già nell'età neolitica, nel IV millennio a.C., ma risulta molto più consistente nel successivo periodo, quello nuragico (1600-535 a.C.), tanto da far presumere un fenomeno di esplosione demografica col conseguente sfruttamento del territorio.

    Il paese presenta un assetto urbanistico tipico dei paesi del Campidano, con abitazioni tradizionali costruite lungo le vie principali e caratterizzate da imponenti portali d’accesso.

    Al visitatore si può consigliare la visita alla chiesa parrocchiale della Vergine Assunta, progettata dall'architetto cagliaritano Gaetano Cima, eretta tra il 1842 e il 1852. Di impronta neoclassica, ricalca lo stile più volte espresso dal Cima nelle sue costruzioni, rifacendosi a monumenti di prim'ordine, quali la chiesa della Gran Madre di Dio a Torino e lo stesso Pantheon romano.

    Inoltre durante la festa di Santa Maria ad agosto, si può assistere alla "Caccia alla Giovenca" durante la quale si libera un vitello, simbolo della fertilità dei campi. Gli scapoli del paese devono catturarlo afferrandolo per le corna, senza toccare le orecchie, aiutandosi con un laccio. Il parroco di Santa Maria Assunta benedice il vitello nella piazza della chiesa.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Selegas

    Selegas (Trexenta)

    Selegas è un paese situato nella parte centrale della Trexenta, in una leggera pendice posta fra due valli. Il centro urbano conserva ancora le caratteristiche proprie dei centri a prevalente economia agricola. Dai ritrovamenti archeologici, nonché dalla presenza di villaggi nuragici nella zona, si deduce che quest'area fu abitata sin dall'Età del Bronzo.

    Oltre che sede di insediamenti prenuragici e nuragici, la Trexenta fu anche una regione punica e romana di grande interesse. Il nome "Selegas" potrebbe derivare dalle probabili abbondanti coltivazioni di segale, utilizzata per la produzione del pane nero di cui si sfamava la plebe di Roma, ma potrebbe anche derivare dal latino "segetes" ("cereali vari" e, quindi, "terra di Cerere", dea delle messi).

    Il paese è di particolare interesse per la struttura urbanistica, tipica delle aree a economia agricola. Sui muri delle case si possono ammirare i murales, recentemente restaurati, che raccontano storie diverse: dai soggetti rinascimentali di Liliana Cano a quelli legati all'economia e alle produzioni locali, fino ai temi sociali dei murales di Luigi Pu. Nel cuore del paese si trova la chiesa di Sant'Anna, patrona del paese, per la quale durante il mese di luglio viene organizzata una processione serale per le vie del paese con la banda, i carabinieri a cavallo, gruppi folkloristici, fuochi artificiali e gare poetiche.

    In passato si organizzavano corse di cavalli: "su paliu de Sant'Anna". All’interno del paese è possibile visitare la Parrocchia di Santa Vittoria, la chiesa di Santa Vitalia, la piccola chiesa di Sant'Elia, l'oratorio del 1500 e le antiche rovine di N.S. d'Itria.

    A 2 km di distanza da Selegas si trova la frazione di Seuni. In tempi passati, Seuni era un importante borgo di tradizioni e economia agro-pastorale. Attualmente è un piccolo centro, di circa 300 abitanti. Nel dopoguerra molti abitanti di questo paese hanno scelto di trasferirsi nel vicino borgo di Selegas.

    Nella frazione di Seuni si consiglia la visita alla chiesa del XVI secolo dedicata a Santa Vittoria Vergine Martire, di sicuro interesse per la sua struttura architettonica. In onore della Santa, durante il mese di maggio si tiene la festa patronale, con cerimonie religiose e civili. Si consiglia di visitare l'intero centro storico del paese, gradevole per coloro che sono appassionati di arte povera in ambito rurale.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Senorbì

    Senorbì (Trexenta)

    Senorbì è al centro della Trexenta, di cui fu capoluogo; si trova a 204 metri sul livello del mare. Il suo territorio abbraccia un'area che alterna zone collinari ad altre pianeggianti. Il terreno fertilissimo e ricco di acqua ha sempre permesso alla popolazione locale di ottenere dei ricchi raccolti.

    L'origine del nome è ancora oggi molto discussa. La teoria più accreditata sostiene che abbia un'origine latina, dall'unione dei termini "sin" (dea luna) e "Orbis" (disco), con il significato di "disco della luna".

    La struttura urbanistica del paese presenta case basse, con strade molto strette che si intrecciano l'una con l'altra per tutto il centro storico. Nel paese è riscontrabile l'influsso dell'architettura ottocentesca, con esempi di ville di notevole importanza architettonica. Numerose e ancora ben conservate sono anche le case rurali risalenti all'Ottocento, strutturate e organizzate sempre secondo le forme architettoniche tipiche delle case trexentesi.

    Sono diversi gli itinerari che un turista può percorrere nel paese.
    Interessante è la visita delle numerose chiese del paese tra cui la parrocchia di Santa Barbara, la chiesa di Santa Mariedda e la chiesa di San Sebastiano. Imperdibili sono però le emergenze archeologiche di Senorbì, delle quali si può avere un quadro esauriente visitando il piccolo ma interessante Museo Archeologico Comunale Sa Domu Nosta, allestito in un'antica casa campidanese ristrutturata per ospitare le collezioni del museo, mostre temporanee, magazzini e laboratori. Di rilevanza enorme è la necropoli punica di Monte Luna, a pochi chilometri dal paese, prospiciente la collina con l'abitato (a tutt'oggi mai scavato). Da questo sito provengono reperti di inestimabile valore, non solo scientifico, come alcuni gioielli femminili oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Si consiglia la visita anche al nuraghe di Sisini e al nuraghe di Simieri.

    A pochi passi da Senorbì, a Sisini, una delle sue due frazioni, è conservata la casa padronale della famiglia Aresu, comunemente nota come "Villa Aresu". Di recente ristrutturazione e valorizzazione, rappresenta un bellissimo monumento del passato dal valore storico e architettonico incontestabile. Nelle vicine colline di Senorbì è inoltre possibile percorrere numerosi percorsi in mountain bike.

    Due importanti manifestazioni hanno luogo a Senorbì durante l'estate. La prima è il Festival del Folklore durante l’ultima settimana di Luglio, mentre l'altra è la festa di Santa Mariedda il 5 Agosto, durante la quale si alternano numerosi eventi di natura religiosa e civile.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Siurgus Donigala

    Siurgus Donigala (Trexenta)

    Il territorio di Siurgus Donigala è situato nella regione storica della Trexenta, territorio di basse colline nella zona meridionale della Sardegna. Confina a nord con i territori di Mandas e Orroli, a sud con il territorio di San Basilio, a est con quello di Goni e a ovest con quello di Gesico e Suelli. L'area su cui sorge Siurgus Donigala fu abitata sin dal periodo nuragico, come indica la presenza nel territorio di diversi nuraghi. Il più importante di questi è Su Nuraxi, nel cui mastio è stato recentemente messo in luce un complesso sepolcrale bizantino, di un certo interesse artistico. Nel Medioevo il nome del paese era Seùrgus, toponimo che potrebbe derivare dal sardo Su Burgu, "il cerro", oppure essere di origine bizantina, per la affinità con Xiurgus, nome di un monastero del monte Athos.

    All'interno del centro storico del paese è possibile ammirare in tutto il loro splendore le chiese di San Teodoro, di probabile origine bizantina, di Santa Suasanna e di San Francesco. Si consiglia inoltre una visita allo splendido "Lago Mulargia", lago artificiale realizzato nel corso degli anni '40; è il quarto invaso artificiale per portata d'acqua in tutta Europa.

    Una ricorrenza importante e particolarmente curiosa a Siurgus Donigala è la festa de "Is Bagadius", festa degli scapoli, celebrata un tempo durante la seconda settimana di ottobre in occasione della sagra della Madonna dei Sette Dolori. La festa, organizzata da un comitato di giovani non sposati, prevede un solenne banchetto comunitario, a base di arrosti, pani decorati, maccheroni al ragù. Al termine della cerimonia i giovani e le rispettive famiglie si dividevano il pane benedetto, conservato come talismano contro le malattie e le disgrazie.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Suelli

    Suelli (Trexenta)

    Il territorio del comune di Suelli si sviluppa nella regione della Trexenta, in una zona collinare la cui altezza varia dai 170 ai 400 metri slm. L'etimologia del nome è controversa: alcuni studiosi sostengono che derivi dal termine fenicio "sciual", volpe, animale presente in gran numero su tutto il territorio; secondo altri il nome trova origine nel termine sardo di radice latina "sue", scrofa, per la massiccia presenza nella zona di allevamenti di maiali.

    Le zone intorno a Suelli furono abitate fin dal periodo nuragico e, in seguito, nel periodo fenicio-punico e romano: la presenza dell'uomo era favorita dalla fertilità dei terreni, che consentivano la coltivazione di cereali e legumi e un loro cospicuo raccolto.

    Di sicuro interesse sono le abitazioni tradizionali che sono state costruite lungo le vie principali e sono caratterizzate da imponenti portali d'accesso. Attraverso questi ultimi si entra nel cortile interno su cui si affacciano i locali dei piani inferiori; in genere, nel caso le abitazioni siano a più piani, al livello del cortile si trovano ambienti adibiti a deposito o magazzino. Le case sono realizzate in pietra, nella maggior parte dei casi non intonacata; la scelta di questo materiale è legata alla sua facile reperibilità nel territorio, ricco di arenarie, argille e marne. Inoltre nel paese si può visitare la cattedrale romanica di San Pietro, del XIII secolo, opera di maestranze toscane attive in Sardegna. Ad essa è attiguo il santuario di S. Giorgio. Assai importante è la festa di San Giorgio, primo vescovo di Suelli e patrono del paese, che si tiene a fine maggio.
    La festa, che dura cinque giorni, nel periodo della Pentecoste, prevede il sabato la vestizione del simulacro del santo, la domenica la benedizione de "is truncus" (i tronchi) seguita dalla processione e dall'accensione del falò in località Cea S'Antoni; il lunedì e il martedì hanno luogo i festeggiamenti civili, con balli, canti e spettacoli pirotecnici.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • San Basilio

    San Basilio (Trexenta)

    San Basilio è situato alle pendici della collina Pitzu, Pranu, Sa Pala e costituisce un punto di passaggio tra la pianeggiante Trexenta e le alture del Gerrei. Nel Medioevo era chiamato Sanctu Basil de Montis ed il toponimo ricalca l'origine del centro quale aggregato intorno al monastero di San Basilio, fondato intorno al IX-X secolo dai monaci bizantini basiliani, sui ruderi di una antica struttura termale romana. Il suo territorio fu comunque frequentato fin dalla preistoria.

    Si consiglia la visita alla terme romane. Di esse rimangono grandi strutture murarie che formano alcuni ambienti di dimensioni ridotte e condotte per l'acqua. In età bizantina le terme furono riutilizzate per edifici forse monastici, dei quali sono ancora visibili tratti murari nell'area circostante la chiesa di San Basilio (XII secolo circa). È probabile che le terme siano state utilizzate anche per reperire materiale da costruzione. Si invita inoltre di visitare le chiese del centro storico, San Basilio e San Pietro.

    Si consiglia la partecipazione alla festa di San Basilio. I festeggiamenti in onore del Santo patrono del paese prevedono un ricco calendario di manifestazioni religiose e civili. Si tratta di una delle sagre più suggestive della zona che alla fine del mese di giugno richiama numerosi fedeli provenienti oltre che dalla Trexenta anche dal Gerrei e dal Campidano.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Goni

    Goni (Trexenta)

    Goni è circondata dall'anello naturalistico delle campagne del Gerrei, ricoperte di querce e lecci, dove si sviluppa la vallata in cui scorre il fiume Flumendosa, tra due versanti montuosi. Un contesto paesaggistico affascinante, che si sposa con importanti siti archeologici.

    Circondata da un rigoglioso bosco di sugherete si dispone la necropoli megalitica di Pranu Mutteddu, costituita da tombe ipogeiche, domus de janas, circoli megalitici e "menhir", misteriose pietre fitte spesso con forme antropomorfe disposte a gruppi o allineate in diverse disposizioni. Uno di questi allineamenti è costituito da 20 "perdas fittas" orientate da oriente ad occidente, con riferimento al corso del sole.

    Il paese di Goni rappresenta una meta ideale per scoprire le bellezze naturalistiche e archeologiche del Gerrei. Dalla rigogliosa macchia mediterranea che ne ricopre il territorio circostante fino alla necropoli megalitica di Pranu Mutteddu. A 500 m dalla periferia del paese, nella località Peinconi, si trova un sito fossilifero che conserva il graptolite, un raro fossile del Paleozoico, contenuto tra gli strati sedimentari degli scisti neri che affiorano nell'area. Goni rappresenta, fra l’altro, un importante centro di elaborazione per l'artigianato del sughero e la cestineria.

    Il 25 luglio Goni celebra la sagra patronale di San Giacomo maggiore: una processione solenne nelle vie del paese durante la quale viene trasportato il simulacro del santo su un cocchio trainato da buoi. Ai riti religiosi si accompagnano quelli civili con balli in piazza, musica moderna, gare sportive e spettacolo pirotecnico.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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