Gerrei

Il Gerrei è un’area occupata da una serie di altopiani e profonde valli, in cui cresce rigogliosa la macchia mediterranea attraversata dal fiume Flumendosa: qui sorgenti d’acqua fresca irrorano le vallate ricoperte di sugheri, lecci, olivastri.

 

Numerose vestigia archeologiche costellano il territorio: dalle domus de janas nella zona di Su Cranku al complesso di Pranu Muttedu presso Goni, dove circoli megalitici immersi nel silenzio racchiudono i misteri di civiltà antichissime. Così come la memoria della civiltà contadina si conserva nelle raccolte etnografiche del Museo S’omu de is ainas (“la casa degli attrezzi”) di Armungia, paese celebre per aver dato i natali allo scrittore e politico Emilio Lussu.

Ma il Gerrei non offre solo attrattive archeologiche o etnoantropologiche: un importante centro originatosi in epoca punico-romana, San Nicolò Gerrei, ospita infatti due bellissime sculture moderne dedicate allo storico dell’arte Salvatore Naitza. Gli amanti delle espressioni artistiche innovatrici, dunque, potranno ammirare in Piazza Lussu la scultura di Giovanni Campus, mentre l’opera di Pinuccio Sciola campeggia in piazza Naitza. Campus e Sciola, due protagonisti del panorama artistico contemporaneo a livello internazionale, lasciano dunque i segni di rinnovamento in un paese profondamente radicato nel passato.

  • Armungia

    Armungia (Gerrei)

    Uno sguardo in anteprima

    Armungia si erge su un altopiano circondato da boschi, macchia mediterranea e zone coltivate e attraversato dal fiume Flumendosa. La zona di Cilixiucci in particolare offre un panorama di ineguagliabile bellezza su tutta la valle del Flumendosa.
    Il centro storico si è sviluppato attorno ad un nuraghe, tutt'ora in buono stato di conservazione, risalente al XV-XIV secolo a.C. L'architettura paesana richiama l'origine agro-pastorale del borgo: le case sono molto semplici e realizzate in scisto; di solito ospitano un forno a palla e nei cortili si trovano piccoli locali adibiti a magazzini o stalle.

    Perché visitare Armungia

    Il paese ospita al suo interno un vero e proprio museo diffuso, cioè un sistema di musei e monumenti che sono testimonianza della cultura e della quotidianità di Armungia.

    Attraversando le caratteristiche strade di questo delizioso borgo, il turista si ritrova all'interno di un percorso di grande interesse storico e antropologico, che lo porteranno a visitare il Museo Etnografico "Sa domu de is Ainas", che conserva circa seicento reperti della cultura materiale dei contadini del Gerrei; la Bottega del Fabbro, che custodisce gli strumenti del "ferreri"; il nuraghe al centro del paese, molto suggestivo soprattutto se visto con l’illuminazione soffusa della sera; e il Museo storico "Emilio e Joyce Lussu", con sede nella Casa del Segretario, edificio padronale del XIX secolo. Per maggiori informazioni sul sistema museale di Armungia www.armungiamusei.it. Ad Armungia vi è perfettamente conservata, ancora di proprietà della famiglia Lussu, la casa natale dello scrittore e statista Emilio Lussu, che tanto amò il suo paese.

    Nel territorio circostante troviamo anche numerose grotte, come quelle di Su Pittiolu e di Gospuru, oltre che alcune miniere ormai abbandonate, che offrono un interessante itinerario di archeologia industriale. L'area oltretutto confina con il parco dei Sette Fratelli, consentendo al visitatore di immergersi in una natura lussureggiante e di incantevole fascino, particolarmente apprezzata dagli amanti del trekking.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Ballao

    Ballao (Gerrei)

    Il comune di Ballao sorge su un'ampia ansa del Flumendosa, uno dei principali fiumi della Sardegna, ai limiti della subregione del Gerrei, al confine tra la provincia di Cagliari e quella di Nuoro. Esso si dispone entro una conca circondata da monti che guarda verso il fiume e si apre su un paesaggio di grande fascino.
    Sull'etimologia del toponimo esistono diverse teorie. Secondo una di queste sarebbe di origine paleosarda; secondo un'altra deriverebbe dallo spagnolo "balay", col significato di "cesta" o di "conca", in riferimento alla localizzazione geografica del paese.
    Elemento caratterizzante il paesaggio di Ballao è indubbiamente il Flumendosa, insieme al suo affluente Stanali, intorno ai quali si dispone un territorio collinoso, ricoperto di boschi di sughere e lecci e di macchia mediterranea.

    Il territorio è abitato almeno dall'epoca nuragica, alla quale risalgono i templi a pozzo di Villa Clara e di Funtana Cuberta, circondati da resti di insediamenti di età nuragica e poi romana e bizantina. In epoca medievale il paese fece parte del giudicato di Calari e dopo il 1258 di quello di Arborea. Dal 1300 entrò a far parte della Repubblica Comunale di Pisa, ma dopo il 1324 fu incorporato nel Regno catalano-aragonese.

    Nel territorio di Ballao si possono ancora oggi vistare alcune chiese campestri di origine bizantina: S. Croce, S. Rocco, S. Maria Nuraxi e S. Pietro.
    Non lontano dal paese è oggi visitabile la Miniera di Cortirosas, un tempo destinata all'estrazione di antimonio. Rimangono i resti della laveria, dell'impianto di flottazione e dell'edificio per il generatore elettrico. Si conservano inoltre alcuni fabbricati destinati a foresteria. Tutti gli edifici sono costruiti in maniera assai semplice, in pietra da taglio con tetto a doppio spiovente. Presso l'ingresso ai cantieri si legge ancora, con difficoltà, la scritta "AUTARCHIA", risalente ad epoca fascista. La miniera fa oggi parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.

    Ma le attrattive principali di Ballao risiedono indubbiamente nei valori paesaggistici legati al Flumendosa. In questo territorio, infatti, tra rocce di forma inusitata e incantevoli piscine naturali d'acqua dolce, immerse in una ricca vegetazione fluviale, si possono di frequente osservare uccelli di rara bellezza, come aironi cinerini e germani, ma anche nutrie, fagiani, gruccioni e, nelle acque del fiume, le tartarughe. Assai caratteristici, infine, sono i "nessargius", primitive ma ingegnose trappole per pescare le anguille alle prime piogge autunnali.

    Tra le feste più caratteristiche di Ballao, ricordiamo quella in onore di S. Antonio Abate, il 16 gennaio, col grande falò acceso in onore del santo. Durante la festa si offrono a tutti i partecipanti dolci, fave bollite e vino. Anche durante la festa di S. Maria Nuraxi, presso la chiesetta campestre di S. Maria di Cleofe, dopo la processione religiosa si imbandisce un pranzo comunitario, seguito da canti e balli tradizionali. Lo svolgimento della festa, che cade il lunedì successivo a Pasqua, è rimasto invariato rispetto a quanto descriveva ad inizio '800 il Casalis.
    Ogni anno, in data mobile, si svolge a Ballao una interessante mostra agro-alimentare, durante la quale vengono esposti i prodotti tipici del Sarrabus-Gerrei, come il pane, i dolci, il miele, formaggi e liquori, ma anche tessuti, oggetti in legno, coltelli e fiori. Sono previsti, inoltre, spettacoli folcloristici e degustazioni.
    La prima domenica di maggio ha luogo, infine, la festa del Flumendosa, manifestazione sportiva che ha come scenario la piscina naturale di Corru 'e Arenas, con una passeggiata ecologica, un pranzo e vari eventi sportivi.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Escalaplano

    Escalaplano (Gerrei)

    Il paese di Escalaplano sorge su un territorio circondato dalle valli dei fiumi Flumendosa e Flumineddu, in gran parte occupato da un altopiano. Questo, per la presenza dei corsi d'acqua, si presenta molto rigoglioso e adatto alla coltivazione di alberi da frutto e olivi e allo sviluppo di boschi di sughereti. Questa favorevole situazione ha permesso che l'area fin dalla preistoria fosse antropizzata: sono state, infatti, ritrovate molte domus de janas, alcuni nuraghi e templi a pozzo che lo testimoniano.
    In un documento della metà del XIV secolo, il "Repartimientos de Mallorca, de Valencia y de Cerdeña", viene citata Escalaplano come paese di nuova istituzione non ancora assoggettato a tasse e imposte.

    La leggenda vuole che anticamente il paese sorgesse nella località di "Is Arantas" e fosse chiamato "Escall'e oru", cioè scala d'oro, oggetto che sarebbe appartenuto ad una nobile famiglia locale. Il borgo in seguito, per motivi ignoti, fu trasferito sull'altopiano, "Su Pranu” appunto. Il paese fu quindi chiamato "Villanova de Scala de Plan", in riferimento alla lunga via d'accesso all'altopiano, fu assoggettato al controllo della famiglia dei Carroz e successivamente passò sotto il Ducato di Mandas.

    All'interno del paese di sicuro interesse è la visita alla chiesa parrocchiale dedicata al patrono San Sebastiano: la struttura originaria, in stile gotico aragonese, risale al XVI secolo e di essa si preserva ancora la bella facciata adornata da un grande rosone intarsiato. Sull'altopiano di "Is Sceasa", sulla strada che collega Escalaplano a Ballao, sorge poi la chiesa di San Salvatore, un tempo realizzata in "ladiri" (mattoni di fango e paglia) e oggi ristrutturata in forme e materiali più moderni.

    Sono, però, le feste e le sagre le vere attrattive di Escalaplano: in più occasioni il paese si veste a festa richiamando un numero sempre crescente di visitatori, interessati a scoprire le tradizioni e i sapori di questo piccolo centro del Gerrei. Si comincia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate, cui segue tre giorni più tardi quella del patrono San Sebastiano: in onore di ciascuno dei due santi si accendono grandi falò, accompagnati dalla degustazione di vini e dolci e da balli. Il 15 maggio, da alcuni anni a questa parte, si festeggia San Salvatore col trasporto del simulacro nella chiesetta campestre a lui dedicata. Il 24 giugno è la volta di San Giovanni, con una processione in abito tradizionale e "traccas", carri adornati con fiori condotti da buoi. A giugno si svolge la gustosa Sagra dell'olio di lentischio e del formaggio, che ha come intento quello di creare nel paese un laboratorio per la lavorazione e vendita di questa tipologia di olio. Il mese di agosto è caratterizzato dai festeggiamenti per il ferragosto escalaplanese con la sua rassegna folkloristica. Il 4 dicembre, infine, il paese celebra Santa Barbara.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • San Nicolò Gerrei

    San Nicolò Gerrei (Gerrei)

    Il paese di San Nicolò Gerrei sorge in una valle compresa entro le montagne del Gerrei, a sud del fiume Flumendosa, a 367 m slm. Vicino al paese si ergono il monte Genis (m 979) e il monte Arrubiu (m 773) del massiccio dei Sette Fratelli, che domina la regione sud-orientale della Sardegna, in un'area ricca di foreste. In località "Is Sulumeddus" sono presenti due note sorgenti d'acqua, ma sono in generale assai suggestivi i paesaggi dei dintorni, con valli, boschi e monti. Molto caratteristico è l'altopiano di Pranu Sanguini ("del sangue"), così chiamato per la presenza di erbe che durante il periodo primaverile assumono una tenue colorazione rossastra. Il centro urbano è costruito con la tipica pietra scistosa locale che si alterna agli edifici in "ladiri", il mattone in terra cruda.

    Il territorio di San Nicolò Gerrei fu abitato da epoca antica. In particolar modo una testimonianza epigrafica risalente ad epoca romana attesta la presenza di un importante santuario salutifero situato nelle campagne del paese, in località Santu Iacci, almeno dal II sec. a.C. Si tratta di una base di colonna in bronzo, recante un'iscrizione trilingue, conservata purtroppo al Museo Archeologico di Torino. Nel Medioevo San Nicolò Gerrei appartenne al giudicato di Cagliari, con il nome di Pauli Gerrei, toponimo che deriverebbe dalla posizione del paese situato in un fondovalle o nei pressi di una palude oggi prosciugata ("pauli" in sardo).

    San Nicolò Gerrei sorge intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola, fondata nel 1600 e dotata di due campanili. Due piazze del paese ospitano importanti sculture contemporanee, dedicate allo storico dell'arte Salvatore Naitza. Gli amanti delle espressioni artistiche innovatrici, dunque, potranno ammirare in Piazza Lussu la scultura di Giovanni Campus, mentre l'opera di Pinuccio Sciola campeggia in piazza Naitza. Campus e Sciola, due protagonisti del panorama artistico contemporaneo a livello internazionale, lasciano dunque i segni di rinnovamento in un paese profondamente radicato nel passato.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Silius

    Silius (Gerrei)

    Il paese sorge in provincia di Cagliari, a circa 50 chilometri di distanza dal capoluogo. Il territorio dove è situato il comune, nonostante sia a ridosso di una delle zone più densamente abitate della Sardegna, il Campidano, è ancora oggi poco popolato e conserva ampi spazi in cui il legame tra uomo e natura è fortemente marcato. Il territorio del comune di Silius fu abitato fin dalla preistoria e dal periodo nuragico, come testimonia il rinvenimento di alcune costruzioni risalenti a quell'epoca: il nuraghe di San Damiano, oggi in gran parte distrutto, i resti portati alla luce in alcune località come Pale de su Nuraxi e Sa Domu 'e s'Orcu, due domus de janas situate a circa 8 chilometri dal centro abitato.

    Il toponimo non ha origine chiara; forse proviene dal protosardo. Il centro abitato si sviluppa, con una caratteristica forma a ventaglio, tra il monte S'Arremingiu Mallu e Genna Solabani. Le unità abitative tipiche hanno caratteristiche del tutto simili a quelle dei paesi limitrofi, ma si distinguono da queste ultime per un utilizzo più frequente di spazi porticati.

    Il paese nasconde antiche tradizioni e sapori che si esplicano nei piatti e nei dolci che vengono preparati ancora oggi dalle donne del paese. Il visitatore ha la possibilità di scoprire questi sapori che rimandano a terre antiche e paesaggi scomparsi. Oltre all'aspetto enogastronomico Silius è un paesino particolarmente grazioso e si consiglia di visitare il centro storico che racchiude diverse strutture tipiche dell'archittettura rurale. La semplicità delle costruzioni rispecchia la cultura e le tradizioni della zona, fatte di cose semplici tramandate di generazione in generazione. Di sicuro interesse sono le chiese di Santa Felicita e Perpetua e San Sebastiano.

    Le principali tradizioni popolari hanno carattere religioso: la più importante è la festa patronale di Santa Felicita e Santa Perpetua, che si svolge la seconda settimana di settembre ed è caratterizzata da un grande partecipazione di fedeli. Altra importante ricorrenza è la festa della Madonna della Salute: si svolge l'ultima domenica di settembre e prevede riti liturgici e manifestazioni popolari. Da ricordare anche la sagra di Santa Barbara, la seconda domenica di luglio.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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  • Villasalto

    Villasalto (Gerrei)

    Il paese è adagiato su un altopiano posto a 500 metri sul livello del mare che collega il Gerrei ed il Sarrabus. Il territorio è battuto da tutti i venti, e si affaccia ad est nella vallata del Flumendosa. L'altopiano su cui sorge il paese si sviluppa dal monte Genis al monte Arrubiu ed è caratterizzato da forme sinuose e pianeggianti alternate a pendii scoscesi e alti baratri. La zona montuosa è ricca di sorgenti e conserva specie endemiche di rara bellezza.
    Il toponimo è un composto da "villa" e dal sardo medievale "saltu" (salto, bosco).
    Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio del comune di Villasalto risalgono all'età prenuragica. Documentata è la presenza di menhir, tombe e circoli funerari. Numerosi sono i nuraghi presenti in diverse località: Corrolia, Scandariu e Serra Medau. Presso il Monte Arrubiu sono stati rinvenuti i resti del villaggio e della necropoli romana di Cea.
    In periodo medievale il paese appartenne alla curatoria del Gerrei e fu annesso al giudicato di Cagliari. Dal 1324 il paese entrò a far parte del Regno catalano-aragonese.
    Il centro storico è andato sviluppandosi intorno alla chiesa di S. Michele Arcangelo con una forma irregolare.

    Nel territorio sono presenti tre edifici ecclesiastici di cui uno campestre. La parrocchiale, intitolata a San Michele Arcangelo, venne edificata nel 1600, ha linee sobrie e semplici decorazioni. La chiesa di Santa Barbara sorge su un colle da cui lo sguardo può spaziare in favolosi panorami. È infatti possibile riuscire a vedere le vette del Gennargentu e i tacchi dell'Ogliastra. La chiesa ebbe funzione di parrocchiale nel paese medievale di Villasalto. Unica chiesetta campestre è quella dedicata a San Cristoforo, situata a circa 2 km dal paese, che dopo diversi restauri mostra oggi fattezze moderne.

    Tra le tradizioni tipiche, molto sentite sono le feste religiose in onore dei tre santi del paese. A giugno vede molta partecipazione la festa in onore di Santa Barbara. Riti sacri e profani accompagnano le celebrazioni per una durata di quattro giorni. Il 13 e il 14 di agosto di ogni anno si festeggia San Cristoforo, protettore dei viandanti, presso l'omonima chiesetta campestre, mentre San Michele Arcangelo, patrono del paese, viene celebrato il 29 settembre. Dentro il paese è stata allestita una piccola casa museo. Edificata completamente in pietre locali, mostra le caratteristiche tipiche delle case di un tempo. La casa museo è chiamata "Su Mulinu" in quanto un tempo vi si macinava il grano per fare il pane.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


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