Campidano di Cagliari

Le vicende storiche e la fortuna odierna dell’estrema propaggine sud del Campidano ruotano intorno ad un importante elemento geografico: l’acqua. L’acqua delle lagune, nei cui pressi fin dal Medioevo sorsero gli abitati di Quartu, Quartucciu, Monserrato, Selargius, da sempre industriosi e un tempo attraversati da fiumi di cui rimane memoria nel tracciato delle vie principali. L’acqua del suo golfo, che si inarca da Nora a Capo Carbonara, e dove sorge il capoluogo della Sardegna, Cagliari.

 

Questa città, da sempre crocevia di genti diverse e cuore delle attività economiche isolane, si offre illuminata da un sole particolarmente splendente, che anche nei mesi invernali abbaglia le superfici delle chiese e delle viuzze nei quartieri storici di Castello, Marina, Stampace e Villanova. Lo stesso sole illumina il territorio compreso tra i monti di Capoterra e il litorale cagliaritano, dove le cittadine disposte a semicerchio intorno al Golfo condividono il privilegio di sorgere vicino ad importanti santuari e di godere di panorami mozzafiato. Sul mare celeste del Golfo di Cagliari, ma anche sulla campagna della fertile piana campidanese, disegnata da colture di viti e frutteti, cui si deve la genuinità dei prodotti culinari locali.

Oltre al mare e alla campagna, il Cagliaritano è tributario della sua fama anche per la presenza, nel cittadino stagno di Molentargius, tra canneti, giunchi, alghe, dei maestosi fenicotteri rosa che qui hanno stabilito il loro habitat permanente. Infine, numerose sono le piccole cale nelle quali è possibile praticare il naturismo, sempre in periodi di non alta frequenza turistica.

  • Burcei

    Burcei (Campidano di Cagliari)

    Il paese, situato a quasi 700 metri sul livello del mare, è quello che, nella provincia di Cagliari, ha le caratteristiche maggiori di centro montano. Il suo territorio infatti è prevalentemente montuoso, costellato di boschi e sorgenti e particolarmente adatto alla pastorizia, attività su cui si basa gran parte dell'economia paesana. Altre zone, poi, sono destinate alla coltivazione di orti, viti, leguminose e soprattutto delle famose ciliegie. Il centro abitato, che ancora conserva strutture dell'antica tradizione architettonica sarda, si adagia sul pendio di una collina nel versante est del monte di Serpeddì ed è cresciuto attorno a tre piccole piazze.

    Il toponimo deriverebbe dal sardo "burrei", che significa branco di buoi o di vacche, a sottolineare l'antica propensione alla pastorizia del paese. Burcei sarebbe stata fondata da un gruppo di pastori barbaricini, che si stabilirono presso la sorgente Sa Mitza de su Salixi, situata fino a qualche decennio ancora nel centro del paese, attratti dall'abbondanza d'acqua e dei pascoli del luogo.

    La chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Monserrato fu costruita nel 1886 su progetto di Gaetano Cima e presenta analogie con la chiesa di Guasila dello stesso architetto: l'edificio presenta una pianta ottagonale e cappelle laterali, con un prospetto neoclassico timpanato e spartito da colonne e un alto campanile.

    Fuori dal paese il territorio offre panorami di grande fascino, caratterizzati dai profumi inebrianti della macchia mediterranea e con scorci suggestivi sul Monte di Serpeddì. Nelle vicinanze, lungo la valle del Rio Brabaisu, si estende, poi, la Foresta Demaniale omonima: si tratta di una foresta di lecci e ontani, abitata da numerosissime specie animali. Una volta deliziato lo sguardo con le sue meraviglie naturalistiche, si può anche allietare il palato con le specialità alimentari, quali i suoi ottimi formaggi caprini ed ovini, il buonissimo pane tipico in semola di grano duro, cotto nel forno a legna, e gli squisiti salumi, prodotti in casa anche se in piccole quantità. Molto rinomate sono, poi, le grandi e gustose ciliegie di Burcei, ogni anno protagoniste a giugno di una sagra che richiama un numero sempre maggiore di turisti.

    Altre festività che vestono di luci e colori il paese sono ad agosto la "Sagra de sa pezza de craba" (carne di capra), con degustazioni della prelibata carne, l'8 settembre la festa in onore della patrona del paese Nostra Signora di Monserrato e il 6 giugno quella di Santa Barbara.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


    Leggi tutte le notizie su Burcei
  • Nuraminis

    Nuraminis (Campidano di Cagliari)

    Nuraminis è sorto lungo la strada che fu tracciata dai Romani, come collegamento tra Cagliari e la parte settentrionale della Sardegna. Il toponimo potrebbe derivare dalla stessa radice protosarda di nuraghe, "nur", con il significato di "cumulo, mucchio". La presenza umana nel territorio di Nuraminis risale al periodo nuragico. Numerosi sono infatti i siti archeologici che testimoniano un alto livello di antropizzazione della zona: tra questi il più importante è costituito dalla stazione nuragica di Santa Maria. Il centro abitato è costituito da antiche case, costruite in un materiale chiamato ladiri. Il mattone di ladiri veniva creato impastando il fango con paglia e ghiaia. L'impasto era lavorato con i piedi, in una fossa, e si lasciava macerare qualche giorno. Infine gli veniva data la forma squadrata del mattone e veniva fatto asciugare al sole.

    Si consiglia una visita lungo le vie del centro del paese, dove si potranno ammirare la chiesa di San Lussorio e quella di San Pietro dall'elevato valore artistico. Poco fuori dal centro abitato si trovano strutture murarie megalitiche di sicuro interesse per gli appassionati di archeologia, il lavatoio pubblico, la domus de janas Sa Grutta, la struttura archeologica Su Nuraxi, nuraghe Sa Corona, nuraghe Monte Leonaxi e la tomba bizantina in località S. Costantino.

    Si segnala inoltre la presenza, a nord del centro abitato, della "Funtana Siudas". Il monumento presenta una pianta rettangolare, costituita in superficie da quattro grandi lastre rettangolari in arenaria di cui due cieche e due recanti un foro circolare attraverso il quale avveniva il prelievo dell'acqua.

    Fonte: Sardegna Turismo (http://www.sardegnaturismo.it)


    Leggi tutte le notizie su Nuraminis